"Lo straniero è ambivalente - è l'ambivalenza. In quanto è thauma, non posso vivere la sua presenza, il suo arrivo, se non come una minaccia. Ma insieme avverto, nel cuore stesso del pathos che è inseparabile dal contatto con lui, che quella pur ineliminabile minaccia è per me feconda, mi conferisce qualcosa che, pur inconsapevolmente attendevo da tempo, e di cui non potrei fare a meno"
(U. Curi, Straniero, ed. R. Cortina)

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